Tratto da LETTERA DI FRANCESCA BALEANI AL GUARDASIGILLI

del 6 FEBBRAIO 2007 ( pubblicata nel libro “Amorosi assassini”- ed. Laterza)

… Ora so che il mio ex marito mi ha voluta morta. E mi ha creduta morta. E questo per me è omicidio e solo il caso, il miracolo, il mio destino, ognuno si faccia l’idea che crede del nostro passaggio sulla terra, ha fatto sì che la mia esistenza non terminasse in un cassonetto e, verosimilmente, triturata senza la possibilità neanche di una sepoltura degna di qualsiasi essere umano.

Mentre io venivo ricoverata in rianimazione in fin di vita con prognosi riservata e per 23 giorni in coma farmacologico con lesioni interne (cuore al 32% di attività per schiacciamento del miocardio, fegato e milza lesionati, edema polmonare), ipossia cerebrale, danni al sistema neurologico e sospetta paralisi dei quattro arti, il mio ex marito per tutta la mattinata lucidamente ha simulato di cercarmi…

…Quello che è accaduto è un fatto. Chi mi può assicurare che non accadrà più?

A chi mi dice che sono stata coraggiosa a tornare a lavorare nella mia città rispondo che se non lo avessi fatto sarebbe stato come morire, come dire che lui ha vinto nel suo intento di cancellarmi…

 

…Io non avrò più una vita normale, avrò un’altra vita che mi costringerà ad ogni respiro a fare i conti con quello che mi è accaduto. Non c’è un giorno in cui non debba misurarmi con i miei limiti fisici, che non pensi a quello che ero prima…

… Il 24 gennaio 2007, ancora per esigenze di cura (di cosa?) veniva chiesto (e concesso senza ascoltarmi nonostante una ferma opposizione) al GIP il trasferimento in una comunità per ex-tossicodipendenti ed ex-carcerati (sottolineo ex) in località …a km 3,500 da casa di mia sorella (e dei miei due piccoli nipoti) e a km 14,00 da dove vivono i miei genitori e, soprattutto, dove vivo io, che dal 4 luglio non ho più una casa anche perché non ho ancora la completa autonomia delle cose più elementari, quali accudire una abitazione, fare la spesa, cucinarmi qualcosa. Considerata la vicinanza, oltre che l’umiliazione per questa continua attenzione verso le esigenze di cura di una persona che ancora non ha spiegato PERCHE’ MI VOLEVA MORTA, il mio stato emotivo e conseguentemente neurologico, per quanto attiene l’eloquio (fortemente invalidato), la deambulazione e l’uso degli arti, viene visibilmente compromesso!...

 
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