Progetto di realizzazione di una casa protetta per donne con e senza figli vittime di violenza

Chi siamo

L’Associazione Obiettivo Il Sorriso onlus, presente dal 2005 nella provincia di Matera, si occupa nello specifico di prevenire e combattere la violenza contro donne e bambini o minori attraverso campagne di sensibilizzazione e sostegno alle attività di rete delle istituzioni preposte, scuola, servizi sociali, Asl, e altri, con l’obiettivo di creare situazioni per la presa in carico dei nuclei familiari che subiscono maltrattamenti, con particolare attenzione alla tutela delle donne e dei minori. Inoltre promuove lo scambio ed il confronto tra organizzazioni, istituzioni e società civile di informazioni ed esperienze nel campo del supporto alle vittime di violenza nel nostro Paese.

Il contesto

Malgrado i grandi passi avanti fatti sia a livello legislativo che a livello culturale negli ultimi anni, in Italia, secondo i dati Istat del 2006 , sono 6 milioni 743 mila le donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita.

In particolare, nel 2006, sono state 690.000 le donne che hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Di queste, il 62,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza e nel 15,7% dei casi che anche i figli hanno subito violenza. Grave è anche la percezione che ancor oggi c’è della violenza subita nella popolazione ed in particolare nelle donne: circa il 90% delle violenze non vengono denunciate e più del 20% non le percepisce nemmeno come fatto grave o tantomeno reato. In Basilicata la situazione appare, sempre secondo dati Istat, leggermente più grave, in percentuali, del resto del paese. I casi non denunciati arrivano al 94.9% e la percezione del reato supera ampiamente la media nazionale

Inoltre la Basilicata, secondo i dati della ONS (Osservatorio Nazionale Stalking) è al secondo posto, in Italia, con il 34% dei casi di violenza psicologica riconosciuti.

Una situazione resa ancor più difficile nella provincia di Matera dalla totale assenza di strutture di protezione e di accoglienza.

L'idea

Il progetto nasce dalla volontà di rispondere a quella che ancora oggi appare dunque essere una emergenza sociale, la violenza domestica e familiare.

casa famiglia obiettivo il sorriso

Per questo intende avviare una struttura di accoglienza per le donne con o senza figli, che abbiano subito violenza o in condizioni di grave disagio psico sociale, offrendo loro adeguata assistenza e protezione, con percorsi di aiuto tesi al superamento del trauma subito ed al recupero dell’autonomia personale e della capacità genitoriale, offrendo loro la concreta possibilità di ricostruire un proprio progetto di vita.

Le finalità

La struttura risponderà ai requisiti di legge previsti per l’apertura di una Casa protetta per donne in difficoltà e intende rispondere alle necessità di allontanamento della coppia madre-bambino dalla famiglia d'origine o da situazioni di pericolo, al fine di interrompere le dinamiche della violenza e fornire uno spazio protetto dove potersi confrontare.

La struttura si propone di essere un luogo dove potersi rifugiare da situazioni di grave pericolo per se e per i propri figli, offrendo però il sostegno e gli strumenti più adeguati per aiutare le donne ad uscire dalla spirale di violenza in cui sono cadute e ritrovare una propria autonomia intesa prima di tutto come capacità di accettazione di sè, ma anche, di ristrutturazione della propria identità al fine di riformulare un diverso progetto di vita. Il progetto inoltre si propone di avviare, nel tempo anche un’opera di sensibilizzazione, informazione ed educazione sui diritti delle donne e i valori della non violenza attraverso campagne e collaborazioni con altre realtà e istituzioni locali lucane, e la creazione di un Centro di studio e ricerca sul tema.

Gli obiettivi

Il progetto prevede la realizzazione di una Casa Protetta

casa famiglia obiettivo il sorriso onlus

attraverso il recupero di una struttura abbandonata o in stato di degrado, da ristrutturare,che verrà individuata con l’aiuto delle istituzioni.

Ad affiancare i servizi di accoglienza, che saranno gestiti da personale altamente qualificato e preparato alle necessità dei singoli casi, sono previsti percorsi di sostegno e recupero della persona, attraverso terapie individuali, ma anche di coppia o familiari, e arti terapie (musicoterapia, danza terapia, teatro, ecc.), e la creazione di laboratori per l’inserimento lavorativo e professionale e psico-educativi per le donne e i loro bambini, con l’aiuto di figure professionali quali educatori e psicologi o psicoterapeuti. Il Centro offrirà inoltre consulenza psicologica e legale per l’affidamento, la separazione o il divorzio, e per altre situazioni di disagio familiare.

Le attività di recupero saranno impostate secondo un percorso di:

  • riconoscimento della violenza
  • interruzione del ciclo della violenza
  • valutazione del danno e delle risorse
  • recupero delle funzioni genitoriali
  • uscita dall'isolamento sociale
  • raggiungimento dell'autonomia personale
  • reinserimento sociale e lavorativo

Grazie alla rete territoriale di organizzazioni, istituzioni e ordini professionali, l’Associazione intende anche creare uno sportello contro lo stalking di facile fruibilità per i cittadini e le cittadine materane, che permetta a chi subisce tali violenze di trovare un luogo di ascolto e sostegno.

L’associazione attraverso questo progetto intende promuovere la realizzazione di un Regolamento Regionale in tema di accoglienza per le donne che hanno subito violenza.

Le attività proposte
  • Individuazione della struttura adeguata tra quelle possibili
  • Definizione del Progetto di Comunità;
  • Ristrutturazione della casa con una organizzazione degli spazi tale da assicurare una ospitalità di tipo familiare e, al tempo stesso, di rispondere alle necessità di recupero e percorsi educativi;
  • La predisposizione di una zona separata nel caso in cui si prevedano posti di pronta accoglienza;
  • La predisposizione di stanze protette per le audizioni;
  • La presenza di almeno un servizio igienico ogni 2 ospiti adulti;
  • Spazi di condivisione aperti, separati dagli alloggi;
  • Predisposizione ed utilizzo di un Registro in cui vengono indicati i nominativi degli ospiti e i referenti del Servizio inviante;
  • Diagnosi psicosociale con individuazione di un progetto individuale;
  • Avvio di attività di orientamento, recupero e sostegno di traumi familiari e psicologici con interventi concordati sempre con i Servizi Sociali della zona;
  • Interventi rivolti ai minori vittime di abusi intrafamiliare, a sostegno della coppia madre- bambino;
  • Creazione dello sportello di segnalazioni e registrazioni abusi e maltrattamenti sulle donne e sui minori – sportello stalking;
  • Creazione di percorsi di orientamento e formazione professionale;
  • Spazi adibiti a laboratori di formazione professionale;
  • Programmi di reinserimento sociale.
Risorse

L’Associazione Obiettivo Il Sorriso, nella sua attività si avvale già di figure qualificate nel sostegno a minori e donne maltrattate. Per le attività di accoglienza della Casa Protetta, che saranno gestite dalla cooperativa sociale che l’Associazione sta costituendo, si avvarrà in particolare di Assistenti, Operatori di Comunità, Psicologi, Sociologi e Operatori Sociali qualificati e riconosciuti regolarmente assunti o in forma di consulenza. Inoltre si avvarrà anche della collaborazione di volontari e di giovani del Servizio Civile Nazionale, per le attività ausiliari di affiancamento agli operatori.

Per Obiettivo il Sorriso onlus
Redatto da:
Dott.ssa Lamaina Stefania
Dott.ssa Morrone Savina
Dott.ssa Fabbricotti Anna

Arte come Terapia

Teatro

Il teatro è il luogo dell’interazione, è "messa in scena" di quella che, sempre più, viene colta come la condizione originaria del sapere: la relazione..leggi
Laboratorio
L’Arteterapia si fonda sulla potenzialità dell’arte di far accedere il soggetto a dimensioni dell’esperienza difficilmente contattabili con le sole parole..leggi
ARTE-Terapia Guarire dalla violenza subita
 
L’arteterapia è una nuova disciplina che sintetizza al suo interno l’arte, nelle sue diverse forme, con la psicologia, la pedagogia e l’antropologia. Essa rappresenta una relazione di cura in cui si ricorre all’espressione artistica per promuovere la salute e il miglioramento della qualità della vita.
Sono davvero tante le situazioni che richiedono un ricorso all’arteterapia perché, attraverso questo approccio terapeutico innovativo, è possibile prevenire, diagnosticare e curare diversi tipi di disagi, da quelli fisici a quelli psicologici o sociali. leggi
L’esperienza di gruppo consente lo sviluppo di risorse non solo espressive,ma anche relazionali, in un percorso fatto insieme con il corpo e con la mente. Le tecniche legate all’Arteterapia hanno proprio la funzione di porre

migliore comunicazione tra corpo e mente

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Famiglia e minori

 Nell’ambito della delega che mi è stata attribuita, in collaborazione con il Ministro della Solidarietà sociale, saranno rafforzate le funzioni dell'Osservatorio nazionale  per  l'infanzia e del Centro nazionale di documentazione e analisi  dell'infanzia  e dell'adolescenza.
L’attenzione del Governo è rivolta a promuovere una più stringente tutela dei diritti dei bambini, sia in ambito familiare che nel rapporto con la società, anche garantendo un adeguato rifinanziamento del Fondo nazionale infanzia e adolescenza, previsto dalla legge 285 del 1997.
I bambini, infatti, sono i più penalizzati dalle situazioni di fragilità economica e di esclusione sociale ma anche i più indifesi ed esposti all’invasività dei mezzi di comunicazione di massa – dalla tv a internet ai cellulari – e a nuove inquietanti manifestazioni  della violenza e dell’abuso. 
 E’ tempo, come peraltro ha già affermato dal ministro Ferrero, di dare corso anche nel nostro paese all’istituzione della figura del Garante nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza. 
L’istituzione di una figura di garante (o pubblico tutore o difensore civico) dei diritti dei minori è un tema da tempo all’attenzione del Parlamento. Ma delle numerose proposte di legge presentate sin dalla metà degli anni ’80, nessuna  è giunta ad  approvazione.
Questa figura ha trovato maggior fortuna in ambito regionale, dove esistono esperienze ormai consolidate di tutore pubblico dei minori, ed in ambito internazionale. Numerosi paesi europei hanno infatti promosso istituti analoghi per la protezione e la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, anche in attuazione di convenzioni internazionali, prima tra tutte la Convenzione dell’Onu sui diritti del fanciullo del 1989, sottoscritte e ratificate anche dall’Italia.
Introdurre in ambito nazionale la figura di Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza significa garantire un quadro di riferimento nazionale utile per meglio finalizzare e qualificare i diversi livelli di responsabilità.
 
Le funzioni del  Garante possono essere così riassunte:
promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in ambito nazionale con riferimento all’istruzione, all’assistenza sanitaria e sociale, al lavoro, alle politiche familiari, ai servizi pubblici per l’infanzia, attraverso la valutazione dell’ impatto delle norme sulla condizione dei bambini e degli adolescenti nei diversi territori;
azioni di sensibilizzazione istituzionale, di vigilanza sull’attuazione delle normative nazionali ed internazionali inerenti ai diritti dei bambini e degli adolescenti e di raccordo con le istituzioni nazionali e internazionali attive in materia;
tutela dei bambini e dei ragazzi che vivono in condizioni di fragilità e di esclusione per disabilità, malattia, sfruttamento, abbandono, povertà,…attraverso attività di controllo e vigilanza, anche con accesso diretto a strutture e servizi quando necessario;
monitoraggio e analisi della condizione dell’infanzia e dell’adolescenza su scala nazionale, attraverso la predisposizione e la presentazione di rapporti annuali al Parlamento, in collaborazione con altre autorità e organismi (il Garante per la riservatezza e la privacy, l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, l’Osservazione nazionale sulla famiglia...);
realizzazione di iniziative di diretta espressione delle istanze provenienti dall’infanzia e dall’adolescenza, facilitando la loro presentazione e discussione in ambito istituzionale e sociale.

  


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