![]() |
![]() |
|||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||
![]() |
![]() |
|||||||||||||||||
![]() |
![]() |
|||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||
![]() |
||||||||||||||||||
Progetto di realizzazione
di una casa protetta per donne
con e senza figli vittime di violenza.- PROGETTO
Chi siamoL’Associazione Obiettivo Il Sorriso onlus, presente dal 2005 nella provincia di Matera, si occupa nello specifico di prevenire e combattere la violenza contro donne e bambini o minori attraverso campagne di sensibilizzazione e sostegno alle attività di rete delle istituzioni preposte, scuola, servizi sociali, Asl, e altri, con l’obiettivo di creare situazioni per la presa in carico dei nuclei familiari che subiscono maltrattamenti, con particolare attenzione alla tutela delle donne e dei minori. Inoltre promuove lo scambio ed il confronto tra organizzazioni, istituzioni e società civile di informazioni ed esperienze nel campo del supporto alle vittime di violenza nel nostro Paese.
Il contestoMalgrado i grandi passi avanti fatti sia a livello legislativo che a livello culturale negli ultimi anni, in Italia, secondo i dati Istat del 2006 , sono 6 milioni 743 mila le donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita.
In particolare, nel 2006, sono state 690.000 le donne che hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Di queste, il 62,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza e nel 15,7% dei casi che anche i figli hanno subito violenza. Grave è anche la percezione che ancor oggi c’è della violenza subita nella popolazione ed in particolare nelle donne: circa il 90% delle violenze non vengono denunciate e più del 20% non le percepisce nemmeno come fatto grave o tantomeno reato. In Basilicata la situazione appare, sempre secondo dati Istat, leggermente più grave, in percentuali, del resto del paese. I casi non denunciati arrivano al 94.9% e la percezione del reato supera ampiamente la media nazionale
Inoltre la Basilicata, secondo i dati della ONS (Osservatorio Nazionale Stalking) è al secondo posto, in Italia, con il 34% dei casi di violenza psicologica riconosciuti.
Una situazione resa ancor più difficile nella provincia di Matera dalla totale assenza di strutture di protezione e di accoglienza.
L'ideaIl progetto nasce dalla volontà di rispondere a quella che ancora oggi appare dunque essere una emergenza sociale, la violenza domestica e familiare.
Per questo intende avviare una struttura di accoglienza per le donne con o senza figli, che abbiano subito violenza o in condizioni di grave disagio psico sociale, offrendo loro adeguata assistenza e protezione, con percorsi di aiuto tesi al superamento del trauma subito ed al recupero dell’autonomia personale e della capacità genitoriale, offrendo loro la concreta possibilità di ricostruire un proprio progetto di vita.
Le finalitàLa struttura risponderà ai requisiti di legge previsti per l’apertura di una Casa protetta per donne in difficoltà e intende rispondere alle necessità di allontanamento della coppia madre-bambino dalla famiglia d'origine o da situazioni di pericolo, al fine di interrompere le dinamiche della violenza e fornire uno spazio protetto dove potersi confrontare.
La struttura si propone di essere un luogo dove potersi rifugiare da situazioni di grave pericolo per se e per i propri figli, offrendo però il sostegno e gli strumenti più adeguati per aiutare le donne ad uscire dalla spirale di violenza in cui sono cadute e ritrovare una propria autonomia intesa prima di tutto come capacità di accettazione di sè, ma anche, di ristrutturazione della propria identità al fine di riformulare un diverso progetto di vita. Il progetto inoltre si propone di avviare, nel tempo anche un’opera di sensibilizzazione, informazione ed educazione sui diritti delle donne e i valori della non violenza attraverso campagne e collaborazioni con altre realtà e istituzioni locali lucane, e la creazione di un Centro di studio e ricerca sul tema.
Gli obiettiviIl progetto prevede la realizzazione di una Casa Protetta
attraverso il recupero di una struttura abbandonata o in stato di degrado, da ristrutturare,che verrà individuata con l’aiuto delle istituzioni.
Ad affiancare i servizi di accoglienza, che saranno gestiti da personale altamente qualificato e preparato alle necessità dei singoli casi, sono previsti percorsi di sostegno e recupero della persona, attraverso terapie individuali, ma anche di coppia o familiari, e arti terapie (musicoterapia, danza terapia, teatro, ecc.), e la creazione di laboratori per l’inserimento lavorativo e professionale e psico-educativi per le donne e i loro bambini, con l’aiuto di figure professionali quali educatori e psicologi o psicoterapeuti. Il Centro offrirà inoltre consulenza psicologica e legale per l’affidamento, la separazione o il divorzio, e per altre situazioni di disagio familiare.
Le attività di recupero saranno impostate secondo un percorso di:
- riconoscimento della violenza
- interruzione del ciclo della violenza
- valutazione del danno e delle risorse
- recupero delle funzioni genitoriali
- uscita dall'isolamento sociale
- raggiungimento dell'autonomia personale
- reinserimento sociale e lavorativo
Grazie alla rete territoriale di organizzazioni, istituzioni e ordini professionali, l’Associazione intende anche creare uno sportello contro lo stalking di facile fruibilità per i cittadini e le cittadine materane, che permetta a chi subisce tali violenze di trovare un luogo di ascolto e sostegno.
L’associazione attraverso questo progetto intende promuovere la realizzazione di un Regolamento Regionale in tema di accoglienza per le donne che hanno subito violenza.
Le attività proposte
- Individuazione della struttura adeguata tra quelle possibili
- Definizione del Progetto di Comunità;
- Ristrutturazione della casa con una organizzazione degli spazi tale da assicurare una ospitalità di tipo familiare e, al tempo stesso, di rispondere alle necessità di recupero e percorsi educativi;
- La predisposizione di una zona separata nel caso in cui si prevedano posti di pronta accoglienza;
- La predisposizione di stanze protette per le audizioni;
- La presenza di almeno un servizio igienico ogni 2 ospiti adulti;
- Spazi di condivisione aperti, separati dagli alloggi;
- Predisposizione ed utilizzo di un Registro in cui vengono indicati i nominativi degli ospiti e i referenti del Servizio inviante;
- Diagnosi psicosociale con individuazione di un progetto individuale;
- Avvio di attività di orientamento, recupero e sostegno di traumi familiari e psicologici con interventi concordati sempre con i Servizi Sociali della zona;
- Interventi rivolti ai minori vittime di abusi intrafamiliare, a sostegno della coppia madre- bambino;
- Creazione dello sportello di segnalazioni e registrazioni abusi e maltrattamenti sulle donne e sui minori – sportello stalking;
- Creazione di percorsi di orientamento e formazione professionale;
- Spazi adibiti a laboratori di formazione professionale;
- Programmi di reinserimento sociale.
RisorseL’Associazione Obiettivo Il Sorriso, nella sua attività si avvale già di figure qualificate nel sostegno a minori e donne maltrattate. Per le attività di accoglienza della Casa Protetta, che saranno gestite dalla cooperativa sociale che l’Associazione sta costituendo, si avvarrà in particolare di Assistenti, Operatori di Comunità, Psicologi, Sociologi e Operatori Sociali qualificati e riconosciuti regolarmente assunti o in forma di consulenza. Inoltre si avvarrà anche della collaborazione di volontari e di giovani del Servizio Civile Nazionale, per le attività ausiliari di affiancamento agli operatori.
Il teatro è il luogo dell’interazione, è "messa in scena" di quella che, sempre più, viene colta come la condizione originaria del sapere: la relazione..leggi
L’Arteterapia si fonda sulla potenzialità dell’arte di far accedere il soggetto a dimensioni dell’esperienza difficilmente contattabili con le sole parole..leggi
L’arteterapia è una nuova disciplina che sintetizza al suo interno l’arte, nelle sue diverse forme, con la psicologia, la pedagogia e l’antropologia. Essa rappresenta una relazione di cura in cui si ricorre all’espressione artistica per promuovere la salute e il miglioramento della qualità della vita.
Sono davvero tante le situazioni che richiedono un ricorso all’arteterapia perché, attraverso questo approccio terapeutico innovativo, è possibile prevenire, diagnosticare e curare diversi tipi di disagi, da quelli fisici a quelli psicologici o sociali. leggi
L’esperienza di gruppo consente lo sviluppo di risorse non solo espressive,ma anche relazionali, in un percorso fatto insieme con il corpo e con la mente. Le tecniche legate all’Arteterapia hanno proprio la funzione di porre
Tutela della persona e della famiglia
Proposta per la realizzazione della
“Rete di Sostegno della Famiglia e Centro di Tutela per l’Infanzia” a Matera
L’Associazione proponente:
L’Associazione Obiettivo Il Sorriso onlus, presente dal 2005 nella provincia di Matera, si occupa nello specifico di prevenire e combattere la violenza contro donne e bambini o minori attraverso campagne di sensibilizzazione e sostegno alle attività di rete delle istituzioni preposte, scuola, servizi sociali, Asl, e altri, con l’obiettivo di creare situazioni per la presa in carico dei nuclei familiari che subiscono maltrattamenti, con particolare attenzione alla tutela delle donne e dei minori. Inoltre promuove lo scambio ed il confronto tra organizzazioni, istituzioni e società civile di informazioni ed esperienze nel campo del supporto alle vittime di violenza nel nostro Paese.
Problemi affrontati dal progetto
Il progetto si propone di affrontare una serie di questioni cruciali per il territorio materano. Alcune di queste problematiche sono molto diffuse sul territorio, quali:
l’impoverimento delle famiglie, in corso da anni ma accelerato dalla attuale crisi economica e sociale
la difficoltà di molti genitori di svolgere efficacemente il ruolo educativo e di confrontarsi con un mondo giovanile le cui esigenze ed i cui atteggiamenti sono in forte evoluzione
l’insufficiente conoscenza da parte delle famiglie dei servizi sociali, sanitari ed educativi in grado di supportarle nelle difficoltà sopra elencate.
In altri casi ci si occuperà di questioni molto più circoscritte dal punto di vista quantitativo ma che necessitano di particolare attenzione per la loro gravità. Ci si riferisce a:
maltrattamenti, abusi, incuria ed abbandono di minori
maltrattamenti ed abusi sulle donne
Obiettivi e destinatari
Obiettivi del progetto sono:
promuovere il benessere e la piena autonomia sociale dei nuclei familiari della città di Matera
promuovere il benessere e il corretto sviluppo fisico, affettivo e relazionale dei minori di Matera
prevenire e contrastare il disagio socio economico, contribuendo ad aumentare il livello di sicurezza percepita dalla collettività e rinsaldando i legami di coesione sociale di tutta la popolazione
I destinatari sono rappresentati da tutti nuclei famigliari e i minori della città di Matera, con una particolare attenzione a categorie di persone svantaggiate come:
minori e donne vittime di maltrattamenti ed abusi
famiglie a basso reddito
nuclei familiari con membri disabili
nuclei familiari monogenitoriali
famiglie straniere con un livello di integrazione ancora precario ed insufficiente.
Attività programmate
Il progetto prevede tutta una serie di attività integrate, che vanno dall’emergenza e dalla soddisfazione di esigenze primarie fino alla presa in carico ed all’accompagnamento nell’ambito di un percorso che sostenga queste famiglie e questi minori nel recuperare l’autonomia sociale:
distribuzione di beni di prima
necessità,
ascolto, decodifica dei bisogni ed orientamento ai servizi sociali ed educativi del territorio
consulenze mediche ed invio presso ambulatori, consultori ed altri servizi del SNN
assistenza psicologica
sostegno alla genitorialità e mediazione famigliare
assistenza legale
attivazione delle procedure e delle istituzioni competenti per l'allontanamento del minore in casi di abuso, incuria,
abbandono
attivazione delle procedure e delle istituzioni competenti nei casi di abuso e violenza sulle donne
sperimentazione di gruppi di auto mutuo aiuto tra famiglie svantaggiate
osservatorio sulle problematiche della famiglia e dei minori (raccolta segnalazioni e dati)
Risorse necessarie
L’Associazione metterà a disposizione un gruppo di lavoro formato sia da volontari che da professionisti specializzati (avvocati, psicologi, assistenti sociali, ecc). Obiettivo il sorriso sta inoltre muovendosi per ottenere risorse economiche da fondazioni private ed enti pubblici (compresa l’Unione Europea).
Al Comune di Matera si chiede la disponibilità di un locale avente le seguenti caratteristiche:
assenza di barriere architettoniche
facile raggiungibilità anche con i mezzi pubblici
presenza per lo meno di due/tre ambienti: uno per l’accoglienza, uno per svolgere colloqui riservati e consulenze, uno per le attività di back office.
“SE PASSIONE DIVENTA PERSECUZIONE”
Sportello anti-stalking
SEZIONE DI ISCRIZIONE AL REGISTRO REGIONALE DEL VOLONTARIATO
? Sanità
? Servizi Sociali
RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO
PREMESSA
Negli ultimi venti anni si sono verificate profonde trasformazione sociali, legali e scientifiche sullo stalking.
Definizione stalking(tesi)
La letteratura evidenzia come l’impatto psicologico di esperienze di stalking si riveli particolarmente pesante, sia in relazione alla paura suscitata dalle condotte moleste, sia in rapporto ai comportamenti di evitamento posti in essere dalle vittime come strategia di difesa e alle conseguenti limitazioni nel proprio stile esistenziale. . Quello di stalking, infatti, non è un crimine circoscritto ad un episodio singolo ma è caratterizzato dalla ripetizione, dalla persistenza e dalla imprevedibilità. Per questo motivo evoca paura, ipervigilanza e diffidenza tanto da avere un effetto distruttivo sulle relazioni interpersonali e sulla possibilità delle vittime di potersi affidare ad una rete di supporto.
Le persone vittime di stalking spesso presentano sentimenti di abbandono e di perdita di controllo che vengono rinforzati da inefficaci risposte da parte della giustizia o dei servizi, spesso non ancora attenta al fenomeno, che spesso anche in ambienti professionali è ancora poco conosciuto
Da un punto di vista clinico le vittime di stalking presentano una compromissione del benessere sia fisico che mentale. Da un punto di vista fisiologico molte vittime presentano nausea, affaticamento e una esacerbazione di condizioni cliniche preesistenti come asma ipertensione e psoriasi. I soggetti presentano ricordi intrusivi dello stalking, sintomi di eccessivo arousal, disturbi del sonno, ipervigilanza, comportamenti di evitamento e sentimenti di separazione dagli altri. Spesso è presente ideazione suicidaria, considerata come la sola strategia per fuggire ad una vita percepita come caratterizzata da una condanna di stalking. Spesso, inoltre, si osserva un incremento del consumo di droghe, alcool e sigarette. Specialmente nei casi in cui le condotte di stalking acquistano una maggiore gravità per cui la vittima si trova in situazioni di stress e vulnerabilità, possono manifestarsi veri e propri disturbi di tipo post-traumatico. (MGS)
L’impossibilità di classificare gli stalkers in un’unica categoria diagnostica e la mancanza di una vera e propria psicopatologia di riferimento fanno dello stalking un fenomeno disomogeneo, diventando perfino ambiguo nel momento in cui cela la propria natura dietro il tentativo, apparentemente romantico, di riconquistare l’amore perduto o conquistarne uno nuovo. Il rapporto d’amore tra la vittima e il suo carnefice, oltre ad essere profondamente disfunzionale o disturbato, si caratterizza da una forte conflittualità e violenza psicologica e spesso anche fisica. L’elemento che sicuramente è presente in tutte le relazioni che vedono la presenza di uno stalker, è l’ossessione trasformata in atto attraverso comportamenti intrusivi, persistenti, dominanti, finalizzati al “possesso” della vittima in quanto “mia a tutti i costi”, “mia o di nessuno”.
La ricerca ha evidenziato correlazioni esistenti tra stalking e violenza grave (omicidio, tentato omicidio…)?citare Modena Group on stalking.
Anche la cronaca nera dimostra come nel 2010 in Italia 1 donna ogni 3 giorni è stata uccisa per mano di un uomo violento. Nella maggioranza dei casi l’uxoricidio è solo il tragico effetto finale di un lungo processo di vittimizzazione caratterizzato prevalentemente da comportamenti di stalking.
La ricerca quindi si pone l’obiettivo principale di individuare quali sono le variabili che predicono le violenze gravi, lo studio dei fattori di rischio. Accanto però a questo filone di ricerca troviamo anche un maggior approfondimento rispetto al passato dei fattori protettivi, in particolare sul costrutto della resilienza nella vittima.
Accanto allo stalking “tradizionale”, ovvero quello più frequente inserito all’interno di una relazione sentimentale, si stanno sviluppando altre forme di stalking, tra cui quello definito in letteratura come professionale che colpisce appunto le professioni sia sanitarie che forensi. In questi casi l’empatia del professionista di aiuto è travisato dallo stalker (paziente o cliente) in termini romantici.
ANALISI DI CONTESTO TERRITORIALE
L’attenzione recente per il fenomeno dello stalking si è infatti tradotta nella pubblicazione dell’indagine ISTAT (2007) che per la prima volta fornisce alcuni dati ufficiali sullo stalking: nel contesto italiano lo stalking ha coinvolto 2 milioni e 77 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate telefonicamente tra il gennaio e l’ottobre 2006. Si aggiunge la formulazione di una norma ad hoc (2009) che mette nero su bianco al contrasto di questo tipo di violenza.
A poco più di un anno dall'entrata in vigore della legge sono emersi 5.153 casi, 5.369 persone sono state denunciate e 942 arrestate. Sono stati emessi dai questori 1.020 provvedimenti di ammonimento e l'autorità giudiziaria ha disposto 1.312 divieti di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Soltanto nel primo trimestre 2010, le persone denunciate sono state 1.592 e quelle arrestate 293. (dati nazionali - Dipartimento Pari Opportunità)
Dai dati dell’Osservatorio nazionale sullo stalking, inoltre, emerge che le donne sono le vittime di atti persecutori nell’87% dei casi, mentre il 70% dei persecutori conosce le proprie vittime per essere o essere stato un partner. Nella maggior parte dei casi, infatti, è l’interruzione di una relazione affettiva a scatenare un comportamento compulsivo fatto di minacce, pedinamenti, persecuzioni e in casi estremi di omicidio. Quanto alla diffusione sul territorio, i delitti di stalking riguardano le Regioni più grandi. In Lombardia i casi denunciati di stalking sono stati 727, in Piemonte 462, in Campania 458, in Toscana 455, in Sicilia 434; in Puglia 402, nel Lazio 371.
Il Centro antiviolenza del Comune di Roma, gestito dall’Associazione Differenza Donna, denuncia un aumento delle violenze sulle donne: maltrattamenti (tra il 56% e 80% dei casi), violenze psicologiche (tra il 9% e il 17%) e violenze fisiche e sessuali (tra il 4% e il 12%). Il 60-70% delle donne che si rivolgono al centro è italiana e nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di violenza domestica.
(sostituirli con dati sulla Basilicata!!!!se ci sono!!!!)
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Obiettivo generale: prevenire il fenomeno dello stalking, sviluppando una rete informativa facile e veloce che, attraverso un intervento concreto sul territorio (sportello), favorisca un primo servizio immediato di aiuto alle vittime di stalking.
Obiettivi specifici:
1) Diminuire il fenomeno dello stalking attraverso informazione, presa in carico, interventi tempestivi (esplicitare il coordinamento con i servizi territoriali);
2) Aumentare la consapevolezza di essere “vittima” al fine di aiutare la donna ad uscire dalla spirale della violenza;
3) Incrementare attività di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza, al fine di consapevolizzare l’opinione pubblica.
?Conoscenza su due livelli:
1)Una maggiore conoscenza del problema contribuisce a ridurre il livello di ansia e di sofferenza delle vittime.
2) promuovere la conoscenza del fenomeno tra quegli operatori sanitari e quei servizi (helping professions) che incontrano le donne vittime di stalking, per migliorarne le possibilità di intervento e di approccio sia in campo sanitario che legale ed assistenziale.
DESTINATARI DEL PROGETTO
- vittime di stalking (donne, uomini, professionisti d’aiuto)
- familiari delle vittime
- cittadinanza
LE ATTIVITÀ PREVISTE
I servizi offerti dallo sportello sono interamente gratuiti agli utenti.
- prima accoglienza: “diagnosi stalking”: accoglienza, valutazione del caso, valutazione del rischio a seconda della tipologia di stalker, invio al servizio più adeguato. La valutazione del rischio è una fase importante perché oltre a proteggere la vittima, aiuta l’esperto a definire l’intensità di risposta delle Forze dell’ordine e dei legali e facilita la creazione di specifici piani di gestione. L’intervista iniziale è relativa alla particolare esperienza della paziente e mira ad esplorare e ricostruire i fattori predisponenti la situazione traumatica. L’obiettivo iniziale è stabilire una condizione di sicurezza e di gestione della crisi. Quando possibile sarebbe necessario incoraggiare la paziente a descrivere la sua esperienza personale, i suoi personali metodi di coping e ricostruire come questi ultimi potrebbero essere giudicati patologici in altri contesti (APA 1996 a) : uso di sostanze, evitamento delle emozioni, stati dissociativi sono strategie di coping contemporaneamente controproducenti ed efficienti: hanno permesso alla vittima di prendersi cura di sé o di sopravvivere.
- consulenze psicologiche: : la consulenza presenta il duplice scopo di supportare il paziente che vive un momento di elevata instabilità emotiva e di psicoeducarlo su ciò che gli sta capitando L’imprevedibilità del comportamento dello stalker danneggia il senso di controllo, la sicurezza ed il benessere della vittima. Avere informazioni riguardo allo stalking permette al paziente di normalizzare la sua esperienza e permette di comprendere quanto la sua esperienza abbia elementi comuni con quella vissuta da altre persone vittime di stalking e diminuisce il sentimento di inaiutabilità.
TRATTAMENTO
Il trattamento dei ss vittime di stalking si pone l’obiettivo di diminuire lo stress e ristabilire il livello di funzionamento interpersonale e lavorativo.
Il piano di trattamento prevede:
Costruzione di un clima di sicurezza
Counselling supportivo e psicoeducazione sullo stalking
Psicoeducazione sul PTDS
CBT focalizzata sull’ansia e sui comportamenti di evitamento
Farmacoterapia per le complicazioni fisiche e psichiatriche
Eventuale consulenza finalizzata all’abuso di sostanze
Consulenza alla famiglia
Inserimento in gruppo di supporto
Pianificazione del supporto organizzativo e istituzionale.
Costruzione di un clima di sicurezza
. Per evitare di traumatizzare nuovamente la vittima l’equipe deve assumere un atteggiamento empatico e non giudicante, fornire speranza e stabilire una alleanza di lavoro comunicando alla paziente una piena comprensione dello stalking e del suo impatto sulla vittima. Lo staff clinico deve contribuire a stabilire un clima di sicurezza nel quale la paziente possa sentirsi rassicurata sulla confidenzialità delle informazioni.
Counselling supportivo e psicoeducazione
L’imprevedibilità del comportamento dello stalker danneggia il senso di controllo , la sicurezza ed il benessere della vittima. Avere informazioni riguardo allo stalking permette alla paziente di normalizzare la sua esperienza e permette di comprendere quanto la sua esperienza abbia elementi comuni con quella vissuta da altre persone vittime di stalking e diminuisce il sentimento di inaiutabilità.
Gli effetti della vittimizzazione sono di natura fisica e psicologica.
I meccanismi di autoprotezione non consentono al paziente di affermare il dato di realtà oggettivo: aver subito violenza e riconoscersi, quindi, il ruolo di vittima (diverso da un processo di vittimizzazione); se ciò non avviene non è possibile che si avvii quel percorso di superamento del senso di perdita che conduce a promuovere un cambiamento e a divenire soggetto responsabile della propria guarigione.
Gli effetti fisici sono legati alle reazioni fisiologiche alla paura. Quando una persona è sorpresa o spaventata ha una esperienza di accelerazione del battito cardiaco, sudorazione delle mani, vampate di calore. Se la persona è continuamente in allerta questi cambiamenti fisici divengono estremamente problematici e comprendono problemi a carico della memoria, affaticamento mentale, diminuzione dell’ attenzione e tendenza a ricordare il trauma in maniera frammentata. E’ indispensabile dunque che il soggetto impari a osservare gli effetti dello stress sul suo corpo, localizzando la tensione fisica e osservando come si sente dopo un contatto con lo stalker, monitorando quindi la propria energia, il dolore e la stanchezza.
Da un punto di vista psicologico i due aspetti che si rivelano essenziali sono contrastare il timore di essere impazziti e incrementare un giusto senso di sicurezza e di controllo sulla propria vita L’esperienza di essere vittima di stalking modifica le modalità con cui il soggetto pensa, prova e si comporta verso se stessa e verso gli altri. Ricostruire questi cambiamenti è il primo passo per recuperare il controllo sulla propria vita.
CBT focalizzata sull’ansia e sui comportamenti di evitamento
La CBT può aiutare la paziente a ristrutturare la concezione che il mondo sia un posto malevolo in cui nessuno può essere fidato. Può permettere di esplorare il senso di responsabilità personale della vittima e i suoi sentimenti di inutilità.
Le tecniche di gestione dell’ansia includono il rilassamento muscolare progressivo e un training di respirazione che diminuiscono i sintomi ansiosi.
Inoltre la CBT può intervenire sui comportamenti di evitamento che, seppur adattivi perché legati alla sicurezza e alla sopravvivenza della vittima, mantengono il suo stato di isolamento e compromettono il suo funzionamento sociale e lavorativo.
Farmacoterapia
I ss vittime di stalking presentano un ampio range di sintomi legati allo stress. I farmaci più comunemente utilizzati sono gli SSRI, data la loro efficacia nei sintomi d’ansia, nella depressione e nel PTDS. Sono inoltre farmaci aventi un minore livello di tossicità in caso di overdose e ciò è un elemento importante nel trattamento di pazienti aventi un elevato tasso di suicidalità.
Le benzodiazepine risultano essere poco indicate nelle vittime di stalking sia a causa della dipendenza che i soggetti possono sviluppare nel caso di un trattamento farmacologico prolungato nel tempo, sia perché possono provocare una disinibizione pericolosa in queste pazienti che presentano un elevato rischio suicidario e elevate fantasie aggressive nei confronti dei loro persecutori.
Eventuale consulenza finalizzata all’abuso di sostanze
E’ comune nelle pazienti vittime di stalking l’incremento del consumo di alcool, sigarette o di altre sostanze. Un adeguato trattamento della sintomatologia psichiatrica (ad esempio un approccio non farmacologico all’insonnia) può minimizzare il rischio di abuso o di dipendenza da sostanze.
Consulenza alla famiglia
La persecuzione determina nella vittima una percezione di inaiutabilità e di frustrazione interpersonale. E’ importante che i familiari ricevano una psicoeducazione sullo stalking e sul suo impatto, sia perché possano supportare la vittima, sia perché possano aiutarla a mettere in atto e coordinare le abilità di coping necessarie per sentirsi sicura.
Inserimento in gruppo di supporto
L’inserimento in un gruppo di supporto aiuta le vittime a ridurre il senso di isolamento e di alienazione e fornisce una opportunità per dar voce alla rabbia , al senso di perdita e alla frustrazione in un contesto sicuro. Inoltre il gruppo può essere una risorsa che permette alla vittima sia di condividere e normalizzare le proprie esperienze, sia di scambiarsi, condividere e costruire strategie di coping efficaci.
I piano di trattamento comprende:
Psicoeducazione sul PTDS
Gestione dello stress
Racconto e rielaborazione del trauma
compiti di esposizione
Quest’ ultima parte del programma prevede :
valutazione e correzione delle convinzioni errate legate alla rabbia
riduzione dei pensieri relativi a sé legati alla rabbia e al senso di colpa.
Sono previsti dei moduli di self empowermnt che comprendono:
psicoeducazione sulle strategie cognitive e comportamentali di Self Advocacy
training assertivo
gestione dei contatti indesiderati
strategie per identificare i potenziali aggressori e evitare la ri- vittimizzazione
Le donne vittime di stalking necessitano di una relazione cooperativa e collaborativa, dal momento che presentano forti sentimenti di inaiutabilità e di perdita del controllo personale. Un atteggiamento collaborativo e professionale da parte dei terapeuti permette alla paziente di affidarsi e di sentirsi sicura, agevolando la sua capacità di apprendere le skill necessarie per gestire il trauma.
La psicoeducazione suò PTDS è necessaria innanzitutto per normalizzare i timori della paziente di impazzire.
Gauthier e Levendosky (1996) a proposito di relazione terapeutica sottolineano che è impossibile e non è etico rimanere neutrali di fronte alla violenza. Il terapeuta deve comunque controllare le sue reazioni e, sebbene possa comunicare che ritiene inaccettabile la violenza, tuttavia deve assumere un atteggiamento empatico e non giudicante, evitare di esprimere opinioni e giudizi sul carattere della vittima o del partner e rispettando l’autonomia della paziente.
L’assessment è un’esperienza iniziale tra paziente e terapeuta ed è parte integrante del trattamento. L’intervista iniziale è relativa alla particolare esperienza della paziente e mira ad esplorare e ricostruire i fattori predisponenti la situazione traumatica.
L’obiettivo iniziale è stabilire una condizione di sicurezza e di gestione della crisi. Quando possibile sarebbe necessario incoraggiare la paziente a descrivere la sua esperienza personale , i suoi personali metodi di coping e ricostruire come questi ultimi potrebbero essere giudicati patologici in altri contesti (APA 1996 a) : uso di sostanze, evitamento delle emozioni, stati dissociativi sono strategie di coping contemporaneamente controproducenti ed efficienti: hanno permesso alla vittima di prendersi cura di sé o di sopravvivere.
E’ importante ricostruire l’uso da parte della vittima del diniego, della vergogna, della distorsione, della paura, della minimizzazione e riformulare queste strategie come “finestre interne” che indicano che la paziente non si sente pronta a condivider o ricordare aspetti del trauma troppo confusi per essere espressi o che ritiene essere molto pericolosi per sé o i suoi cari.
L’assessment include: informazioni biografiche, dati relativi al background familiare, storia medica e storia psichiatrica. E’ importante indagare la presenza di traumi interpersonali (stupro, violenza sessuale infantile) che spesso non vengono in assenza di domande dirette. L’effetto dei traumi interpersonali è spesso cumulativo: traumi precedenti o concorrenti possono aumentare la vulnerabilità ad altri eventi traumatogeni ed influenzare la gravità e la natura dei sintomi.
- consulenze legali
- attività di informazione e orientamento (sito ed e-mail)
- numero verde
- gruppi: educazione alla resilienza
Orario apertura: 3 volte a settimana, 9-13/15-19
AMBITO TERRITORIALE
DISTRETTUALE – presso la sede di un consultorio
PARTNERSHIP
Per il coordinamento delle attività:
1) Enti locali (Regione, Provincia, Comune): hanno un ruolo fondamentale nella promozione delle politiche di sicurezza partecipata, ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, a vari livelli: nella programmazione e nel coordinamento delle reti e politiche sociali e nella realizzazione di progetti specifici.
2) Forze dell’ordine: assolvono un ruolo fondamentale nel contrasto alle manifestazioni di illegalità diffuse sul territorio. (specificare le funzioni per lo stalking). Coinvolere le F.O in interventi di assistenza al cittadino, sensibilizzazione, prevenzione e promozione della legalità.
3) Servizi Sociali:
4) Associazionismo: rappresenta un valore aggiunto per le reti di sicurezza partecipata e nella cooperazione sociali.
5) Case protette
NUMERO VOLONTARI IMPEGNATI E QUALE RUOLO SVOLGERANNO
N° 2 psicologhe
N° 2 avvocate
N° 1 antropologa/mediatrice/sociologa
N° 2 segretarie
N° 2 volontarie per linea telefonica

Il progetto Laboratorio Liberatorio “La Cura” mira ad educare alla cura di sé e degli altri, all’interculturalità, alla mondialità, alla pace, alla gestione non violenta del conflitto, ai diritti umani.
Si tratta di un obiettivo che risponde alla necessità di sensibilizzare e informare le società attuali al fine di favorire quei cambiamenti che orientano i comportamenti verso la costruzione di una cittadinanza attiva e responsabile.
DESTINATARI: Bambine e bambini delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie
OPERATORI: 2
AREE DI INTERVENTO:
CURA DI SÉ E degli altri
Ambiente
PACE E MULTICULTURA
PROGRAMMA: I bambini, dopo aver assistito alla rappresentazione, saranno coinvolti in laboratori grafico-pittorici e di manipolazione e in giochi di drammatizzazione.
Si prevedono delle variazioni in base alle diverse fasce d’età.
DURATA:
Scuola dell’infanzia: 1 incontro (MODULO) della durata di 1 ora e mezza.
Scuola primaria: 3 incontri (moduli) della durata di 1 ora e mezza ciascuno.
Per i laboratori che si sviluppano in più incontri (MODULI) le classi possono scegliere se seguirli tutti o, in alternativa, solo alcuni. Per una maggiore completezza, comunque, si suggerisce di partecipare all’intero percorso.
Più classi possono anche scegliere di accorparsi per seguire solo lo spettacolo di burattini, senza partecipare ai laboratori o scegliere di seguirli in un secondo momento.
PERIODO: Ottobre - Luglio
Costo dello spettacolo (senza laboratorio): 2,50 euro a bambino per un numero minimo di 30 alunni
costo singolo modulo (spettacolo + laboratorio): 3,50 euro a bambino per un numero minimo di 20 alunni
costo per tre moduli (spettacolo + laboratori): 10 euro a bambino
progettazione e DOCUMENTAZIONE:
Individuazione di insegnanti referenti.
Analisi della situazione esistente e degli interventi formativi.
Documentazione delle attività didattiche (fuori e dentro la scuola).
Agenda di incontri per la progettazione e la verifica delle attività.
Partecipazione a progetti e concorsi in rete e non.
Intervento di esperti per la difesa dell’ambiente e dei diritti umani

PERCORSO DI EDUCAZIONE:
alla CURA DI SÉ E degli altri basato sulla favola
DESTINATARI: Alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria
OPERATORI: 2
OBIETTIVI:
Imparare a vivere e riconoscere le proprie emozioni.
Imparare a riflettere sul proprio modo di vivere l’affettività al fine di comprendere meglio come ha origine e come si sviluppa.
Sperimentare le proprie emozioni attraverso il gioco e la drammatizzazione.
Trasformare i pensieri dannosi in pensieri più realistici e utili.
Imparare a mettersi nei panni di un’altra persona, entrare nel suo modo di vivere l’affettività.
Imparare a comprendere che persone diverse vivono ed esprimono le emozioni in modi diversi.
Promuovere l’empatia.
Favorire lo sviluppo nei bambini della creatività e della manualità.
Educare alla cooperazione e al rispetto delle regole all’interno del gruppo.
Guidare il bambino nella conoscenza dei materiali poveri e fargli comprendere l’importanza della sobrietà e del riciclo.
Sviluppo della motricità fine
Sviluppo delle capacità sensoriali
Sviluppo delle capacità intellettive
Scuola dell’infanzia (3 anni):
Rappresentazione della favola “MOGIO-MOGIO”. Laboratorio sulla sperimentazione tattile e cromatica “Coloriamo le emozioni”; i bambini sperimenteranno colori diversi usando vari materiali.
Scuola dell’infanzia (4-5 anni):
Rappresentazione della favola “MOGIO-MOGIO”. Laboratorio sulla sperimentazione cromatica “Coloriamo le emozioni”; gli alunni coloreranno delle maschere usando vari materiali. Una volta realizzate, le maschere serviranno per il gioco successivo di drammatizzazione “Il mago dice … emozione!” in cui i bambini, in un’atmosfera ludica, potranno immedesimarsi in diversi stati d’animo.
Scuola primaria (I-II elementare):
Primo incontro: Rappresentazione della favola “MOGIO-MOGIO”. Laboratorio di collage “La mail art delle emozioni”; i bambini realizzeranno delle cartoline particolari che poi potranno essere inserite all’interno di progetti o essere scambiate, messe in rete ecc.
Secondo incontro: Laboratorio di manipolazione: far costruire agli alunni delle maschere in cartapesta che riproducano i diversi personaggi della storia.
Terzo incontro: Attività grafico-pittorica, gli alunni decoreranno le maschere realizzate nell’incontro precedente. Drammatizzazione della favola e rielaborazione dei propri vissuti emotivi attraverso il gioco “Le strade delle emozioni”.
Scuola primaria (III-V elementare):
Primo incontro: Lavoro di gruppo. Laboratorio di scrittura creativa. Realizzazione di una favola utilizzando le carte di Propp.
Secondo incontro: Far costruire agli alunni dei burattini da tavolo che rappresentino i diversi personaggi della storia al fine di sviluppare in loro la motricità fine. Prove.
Terzo incontro: Prove. Rappresentazione della favola con i burattini.

PERCORSO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
BASATO SULLA FAVOLA
DESTINATARI: alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria
OPERATORI: 2
OBIETTIVI:
Educare al rispetto dell’ambiente
Sviluppare le capacità sensoriali
Sviluppare le capacità intellettive
Sviluppare l’attenzione
Sviluppare il senso del ritmo
Sviluppare la memoria uditiva
Sviluppare la coordinazione
Trasmettere i valori della solidarietà e dell’aiuto reciproco
Educare all’interculturalità
Acquisire un atteggiamento ecologico attraverso il gioco e la drammatizzazione.
Scoprire e prendere coscienza che la biodiversità ha un valore intrinseco
Favorire lo sviluppo nei bambini della creatività e della manualità.
Educare alla cooperazione e al rispetto delle regole all’interno del gruppo.
Guidare il bambino nella conoscenza dei materiali poveri e fargli comprendere l’importanza della sobrietà e del riciclo.
Promuovere una mentalità tesa al desiderio di conoscere ed alla scoperta.
Sviluppare la capacità di cogliere e riferire con ordine logico e cronologico il contenuto di una storia
Scuola dell’infanzia (3 anni):
Rappresentazione della favola “Pango Pango”. Laboratorio sulla sperimentazione tattile e cromatica “Conosciamo la natura”. I bambini manipoleranno degli elementi naturali per poi utilizzarli per le loro esperienze col colore.
Scuola dell’infanzia (4-5 anni):
Rappresentazione della favola “Pango Pango”. Attività grafico-pittorica e di cooperazione “Cosa manca?”; i bambini dovranno individuare e aggiungere gli elementi mancanti all’interno di alcuni disegni; successivamente, ogni singolo alunno, colorerà e decorerà i disegni utilizzando diversi materiali. Gioco di drammatizzazione: “L’orchestra degli animali”; un’attività divertente che permette al bambino di sviluppare l’attenzione e la coordinazione.
Scuola primaria (I-II elementare):
Primo incontro: Rappresentazione della favola “Pango Pango”. Far realizzare agli alunni gli storyboards della favola al fine di sviluppare in loro la capacità di cogliere e riferire con ordine logico e cronologico il contenuto di una storia.
Secondo incontro: Laboratorio di manipolazione “Povere, ma belle”; gli alunni costruiranno le maschere degli animali con materiali di riciclo. Gioco di drammatizzazione: “Animiamo gli animali ”
Terzo incontro: Lavoro individuale e cooperativo. Realizzazione di un libro tattile in cui rappresentare il mondo della natura.
Scuola primaria (III-V elementare):
Primo incontro: Lavoro di gruppo. Laboratorio di scrittura creativa. Realizzazione di una favola utilizzando le carte di Propp.
Secondo incontro: Laboratorio di costruzione di burattini. I bambini saranno stimolati nell’inventare delle soluzioni per creare dei burattini con materiali di recupero.
Terzo incontro: Prove. Rappresentazione della favola con i burattini.

Percorso di educazione alla pace
e alla multiculturalità basato sulla favola
DESTINATARI: Alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria
OPERATORI: 2
OBIETTIVI:
Educare alla pace e alla multiculturalità
Trasmettere i valori della solidarietà e dell’aiuto reciproco
Sperimentare il valore della cooperazione attraverso il gioco e la drammatizzazione.
Scoprire e prendere coscienza che le diversità possono essere fonte di arricchimento reciproco
Abbattere stereotipi e pregiudizi
Sviluppare il concetto di lateralità
Sviluppare la conoscenza del corpo
Sviluppare la coordinazione
Sviluppare il senso di collaborazione
Sviluppare la capacità di osservazione
Sviluppare la creatività e la manualità.
Educare alla cooperazione e al rispetto delle regole all’interno del gruppo.
Guidare il bambino nella conoscenza dei materiali poveri e fargli comprendere l’importanza della sobrietà e del riciclo.
Promuovere una mentalità tesa al desiderio di conoscere ed alla scoperta.
Scuola dell’infanzia (3 anni):
Rappresentazione della favola “Amici”. Laboratorio sulla sperimentazione tattile e cromatica attraverso il gioco “Di che paese sei?”; i bambini conosceranno meglio i protagonisti della favola grazie ai colori e al tatto.
Scuola dell’infanzia (4-5 anni):
Rappresentazione della favola “Amici”. Sperimentazioni sul corpo, sul concetto di lateralità e sui colori: Realizzazione delle “puzzle-marionette”.
Scuola primaria (I-II elementare):
Primo incontro: Rappresentazione della favola “Amici”. Gioco di drammatizzazione: “Dov’è il topo”; i bambini saranno coinvolti in un gioco di cooperazione che sviluppa l’agilità e l’attenzione.
Secondo incontro: Realizzazione dei burattini da dito della storia. Gioco di cooperazione: “Le lettere dell’amicizia”; i bambini proveranno una nuova stimolante esperienza … quale? Scrivere con il corpo!
Terzo incontro: Lavoro di gruppo “Ri-Conosciamoli!” finalizzato all’abbandono di una visione stereotipata dell’Africa. I bambini realizzeranno dei cartelloni tattili in cui rappresenteranno e descriveranno i diversi aspetti del mondo africano per poi raggrupparli in base a uno o più attributi
Scuola primaria (III-V elementare):
Primo incontro: Lavoro di gruppo. Laboratorio di scrittura creativa. Realizzazione di una favola utilizzando le carte di Propp.
Secondo incontro: Realizzazione di burattini da tavolo della storia. Gioco di drammatizzazione “Scambiamoci la voce”;
Terzo incontro: Prove. Rappresentazione della favola con i burattini.
REFERENTE:
Dott.ssa Giovanna Fraccalvieri
cell. 3807272907; mail: giovannafraccalvieri@gmail.com
http://www.obiettivoilsorriso.org/
http://laboratorioliberatorio.wordpress.com/
http://gruppoclownburattinaimacondo.bloog.it/
MODALITÀ DI ADESIONE E NOTE: La prenotazione dovrà avvenire almeno 15 giorni prima della data prescelta per attuare il primo intervento in aula.
GIOVANNA FRACCALVIERI
Formazione e attività
Laurea in Filosofia (110/110 e LODE).
Master in “Tecnico per la valorizzazione dei beni e dei prodotti culturali”.
Corso intensivo di arteterapia “Omaggio a Munari”.
Scuola di formazione giovani burattinai’ con saggio finale “PASSAMARE” con la regia di Paolo Comentale.
Corso di arteterapia presso il Centro pedagogico Paideia di Putignano.
Si occupa stabilmente di progetti di arteterapia per l’Associazione Onlus Obiettivo il sorriso: http://www.obiettivoilsorriso.org/progetti.html
È vicepresidente dell’associazione “A sud di Macondo” http://gruppoclownburattinaimacondo.bloog.it/.
Ha creato e gestisce un Blog dedicato alle attività didattiche, creative e di animazione che svolge con i bambini: http://laboratorioliberatorio.wordpress.com/;
Ha progettato e allestito, in occasione della Giornata del Rifugiato, una mostra fotografica negli Ipogei di piazza San Francesco.
da restituire compilata al numero di Fax 0835264409 o all’ indirizzo di posta elettronica:
giovannafraccalvieri@gmail.com
Il/La Prof. ______________ desidera iscrivere
la classe _________ con n. alunni
della scuola __________________
sita a ______________________
in via ______________________
Tel. n.______________________
E_mail__________________________________
al seguente laboratorio didattico:
____________________________________
Periodo dell'anno scolastico preferito (indicare il mese) _______________
Altre informazioni che ritiene utili comunicarci:_____________________________________
Data_______________ Firma del Dirigente Scolastico