CASA FAMIGLIA:

REQUISITI STRUTTURALI

  1. ubicazione in luoghi abitati facilmente raggiungibili con l'uso di mezzi pubblici, comunque tale da permettere la partecipazione dei minori alla vita sociale del territorio e facilitare le visite agli ospiti delle strutture;



  1. dotazione di spazi destinati ad attività collettive e di socializzazione distinti dagli spazi destinati alle camere da letto, organizzati in modo da garantire l'autonomia individuale, la fruibilità e la privacy;



  1. presenza di figure professionali qualificate, in relazione alle caratteristiche ed ai bisogni dei minori, così come disciplinato anche dalla regione;



  1. presenza di un coordinatore responsabile della comunità;



  1. adozione di un registro dei minori ospiti e predisposizione per gli stessi di un piano



  1. individualizzato di assistenza e di un progetto educativo individuale; il piano individualizzato ed il progetto educativo individuale devono indicare in particolare: gli obiettivi da raggiungere, i contenuti e le modalità dell'intervento, il piano delle verifiche;



  1. organizzazione delle attività nel rispetto dei normali ritmi di vita dei minori;



  1. adozione, da parte del soggetto gestore, di una Carta dei servizi sociali secondo quanto previsto dall'articolo 13 della legge n. 328 del 2000, comprendente la pubblicizzazione delle tariffe praticate con indicazione delle prestazioni ricomprese.




PERSONALE OPERATIVO



Ogni struttura deve avere un coordinatore responsabile,

organigramma:

Possibilità di dotarsi di ragazzi/e del servizio civile, oltre che di un discreto bacino di volontari. Molto importante l'apporto di famiglie volontarie (ben formate) che accolgano i minori che non possono rientrare in famiglia durante i week-end e nei periodi di vacanza.









Famiglia e minori

 Nell’ambito della delega che mi è stata attribuita, in collaborazione con il Ministro della Solidarietà sociale, saranno rafforzate le funzioni dell'Osservatorio nazionale  per  l'infanzia e del Centro nazionale di documentazione e analisi  dell'infanzia  e dell'adolescenza.
L’attenzione del Governo è rivolta a promuovere una più stringente tutela dei diritti dei bambini, sia in ambito familiare che nel rapporto con la società, anche garantendo un adeguato rifinanziamento del Fondo nazionale infanzia e adolescenza, previsto dalla legge 285 del 1997.
I bambini, infatti, sono i più penalizzati dalle situazioni di fragilità economica e di esclusione sociale ma anche i più indifesi ed esposti all’invasività dei mezzi di comunicazione di massa – dalla tv a internet ai cellulari – e a nuove inquietanti manifestazioni  della violenza e dell’abuso. 
 E’ tempo, come peraltro ha già affermato dal ministro Ferrero, di dare corso anche nel nostro paese all’istituzione della figura del Garante nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza. 
L’istituzione di una figura di garante (o pubblico tutore o difensore civico) dei diritti dei minori è un tema da tempo all’attenzione del Parlamento. Ma delle numerose proposte di legge presentate sin dalla metà degli anni ’80, nessuna  è giunta ad  approvazione.
Questa figura ha trovato maggior fortuna in ambito regionale, dove esistono esperienze ormai consolidate di tutore pubblico dei minori, ed in ambito internazionale. Numerosi paesi europei hanno infatti promosso istituti analoghi per la protezione e la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, anche in attuazione di convenzioni internazionali, prima tra tutte la Convenzione dell’Onu sui diritti del fanciullo del 1989, sottoscritte e ratificate anche dall’Italia.
Introdurre in ambito nazionale la figura di Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza significa garantire un quadro di riferimento nazionale utile per meglio finalizzare e qualificare i diversi livelli di responsabilità.
 
Le funzioni del  Garante possono essere così riassunte:
promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in ambito nazionale con riferimento all’istruzione, all’assistenza sanitaria e sociale, al lavoro, alle politiche familiari, ai servizi pubblici per l’infanzia, attraverso la valutazione dell’ impatto delle norme sulla condizione dei bambini e degli adolescenti nei diversi territori;
azioni di sensibilizzazione istituzionale, di vigilanza sull’attuazione delle normative nazionali ed internazionali inerenti ai diritti dei bambini e degli adolescenti e di raccordo con le istituzioni nazionali e internazionali attive in materia;
tutela dei bambini e dei ragazzi che vivono in condizioni di fragilità e di esclusione per disabilità, malattia, sfruttamento, abbandono, povertà,…attraverso attività di controllo e vigilanza, anche con accesso diretto a strutture e servizi quando necessario;
monitoraggio e analisi della condizione dell’infanzia e dell’adolescenza su scala nazionale, attraverso la predisposizione e la presentazione di rapporti annuali al Parlamento, in collaborazione con altre autorità e organismi (il Garante per la riservatezza e la privacy, l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, l’Osservazione nazionale sulla famiglia...);
realizzazione di iniziative di diretta espressione delle istanze provenienti dall’infanzia e dall’adolescenza, facilitando la loro presentazione e discussione in ambito istituzionale e sociale.

  


   
 
 
 
 
 
 
 
 

Sport e minori .

Lo sport è il mezzo che guida il bambino alla scoperta di sé e dell'ambiente e attiva processi di apprendimento, comunicazione e socializzazione.
Il concetto di sport non è solo competizione tanto meno ricerca continua del risultato e soprattutto non è l'emulare estenuantemente qualcuno.

La qualità dello sport coincide con la sua valenza educativa, perché una buona pratica sportiva è in grado di mettere nel giusto rilievo la possibilità di sentirsi in forma, di star bene con se stessi e di stare meglio con gli altri.
Da qui la formazione fisica non può essere separata da quella sociale e culturale, sviluppando attitudini alla partecipazione e all'amicizia.
Quindi è necessario valorizzare lo sport come divertimento, come gioco, come possibilità di socializzare, di stare a contatto con la natura.
Una inconsistente dimensione culturale stenta oggi a riconoscere i bambini quali reali soggetti di diritto; i ritmi frenetici imposti dalle città, le soluzioni artificiose e pseudo-genitoriali , gli eccessivi impegni a cui sono chiamati per volontà di genitori che non conoscono il valore temporale della serenità e la brutalità di certe realtà degradate in cui i più piccoli si usano come strumenti di profitto, ci profilano una realtà incapace di rispondere ai bisogni dei bambini. Perseguire questa strada significa riconoscere il valore di scelte adeguate che siano a misura di bambino.
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